domenica 11 maggio 2014

Ti ho conosciuto su Google +

Come è cominciata io non lo so. Così dice una canzone di Eros Ramazzotti, fatto sta che mi son ritrovata su Google+. In quello che si definisce un mondo virtuale, ho avuto modo di "incontrare" molte persone; hanno attirato la mia attenzione con una foto, un aforisma o un post pubblicato su un blog contribuendo a rendere piacevole la mia permanenza su G+.
Sopratutto mi hanno fatto compagnia in questo periodo di riposo forzato.

Ma con alcune di loro c'è stata empatia, un feeling particolare, ed anche complicità, proprio come accade nella vita reale. In questi giorni, nella mia mente, ha preso sempre più forma un grande desiderio: quello di incontrarvi di persona.
Magari un giorno un genio della lampada sarà disposto ad esaudirlo. Nell'attesa faccio appello alla mia "immaginazione", la quale è ben felice di venirmi in aiuto, complice nei miei voli pindarici.
Ed allora è insieme a lei che vi rivolgo un invito. Vi andrebbe di incontrarci virtualmente???
Sii?
Avete detto sii !
Meraviglioso suono per le mie orecchie!!

Nel mondo dell'immaginario non esiste ne giorno ne ora, ma concedetemi di scegliere un luogo, questo: Piazza Navona a Roma , non per giocare in casa, la mia scelta è motivata.
Ritengo che questa piazza racchiuda una sorta di magia, che ho avuto modo di percepire più volte durante le mie passeggiate nelle serate estive (son molte le leggende ad essa dedicate). 

ECCOLA


Ci incontreremo li, vicino alla fontana Dei Quattro Fiumi. Siete pronte? chiudete gli occhi, allacciate le cinture, la macchina dell'immaginazione sta per decollare! Buon Viaggio.

Il sole è gradevole sul mio viso e su tutto il mio corpo, sono qui, non nascondo ne la mia gioia ne la mia emozione che proverò nel vedervi arrivare.
Sento una voce che mi grida il mio nome, è Sandy, mi corre incontro con le braccia aperte e la lacrimuccia ,che non si fa attendere, le riga la guancia. La bella Sandy, sempre pronta ad essere di aiuto agli altri; si avvicina ad un piccione chiedendogli se, per caso, avesse bisogno di aiuto nello spiccare il volo. Lui di rimando le risponde: "ma che vole questa, io me sto a riposà" Piccione ingrato!!! povera lei, ci rimane proprio male, tze, vai a far del bene.
Sta arrivando Martina; tiene tra le mani una sorta di "banchetto ambulante"che ricorda la piccola fiammiferaia. Ma al posto dei fiammiferi ci sono tanti meravigliosi bijoux creati con le sue manine e tanti barattoli di Nutella tutti per noi. Che carina che sei Martylele!
Si, credo che quella bella creatura sia Ritakikka, sorridente,sensibile e riservata, imbarazzata non sa chi salutare per prima, vai Ritakikka, buttati e abbraccia chi ti capita! Ha svaligiato un negozio di perline e il telegiornale ha detto che a Lugano non si trovano più cioccolatini. Lo credo bene, li ha comprati tutti per noi, la generosità fatta persona! Nel frattempo, la lacrimuccia di Sandy si è moltiplicata a dismisura, necessita un lacrimatoio.
Vedo spuntare una massa di riccioli biondi: Viviana! la sua carnagione ricorda la  Regina Bianca delle Cronache di Narnia. Sorregge a fatica un enorme rotolo in pergamena, mentre ci interroghiamo sul "cosa sia", ci informa lei stessa. Ci ha portato in anteprima, il suo prossimo "breve" post;non ha il dono della sintesi (lei). Al suo fianco si intravede una figura non ben definita,alta e possente,indossa una lunga tunica grezza,quasi bianca. E te pareva che veniva senza di Lui? (perdonami Tu da lassù, la mia è una sana ironia lo sai no? perdonami anche tu dolcissima Vivy!) abbraccia tutte...e Sandy? fa quel che ha fatto finora...si verrà a creare una tale umidità co ste lacrime!.....Inconfondibile dal colore dei suoi occhi, non posso sbagliare è Jenny  trascina a fatica un carrello di quelli che si usano per andare a fare la spesa al mercato. Stracolmo di pacchi di zucchero Eridania in regalo per noi; tanto non lo ha pagato offre la ditta! (il mio è incartato con una pagina del libro di Coelho). Che bella torta di mele!!! (spero che non sia la stessa del post di qualche giorno fa). L'ironia le scorre nelle vene ed è tremendamente contagiosa, bella la mia rana dalla bocca larga! Maronna (detto alla napoletana) aiutami tu; troverò l'interruttore per spegnere la sua...come dire..."loquacità". Spero si trovi tra le scapole, l'abbraccio, palpo, no,non c'è non è dotata del pulsante OFF. So rovinata...ma si dirige verso Viviana e li giù bla..bla..bla. Grazie Vivy per la salvata che mi hai dato. Nel frattempo Martina e Ritakikka perlinano, che rabbia!
Cos'è questo suono di trombe...entra trionfante lei...Rita G, si avvicina dicendo che, a causa degli elevati costi dei traghetti tra l'Africa e lo stivale, si è costruita un'imbarcazione che ha parcheggiato sulle sponde del Tevere. Sarà vero? si certo...potrebbe essere vero...dalla Guerriera c'è da aspettarselo! Indossa un bellissimo arco ed una faretra colma di frecce, ma dalla spalla destra "scivola" una meravigliosa sciarpa di lino, magistralmente ricamata con delle perline bianche di varie forme e misure. Già...le due facce della stessa medaglia!!!
Mi volto di scatto,mi sento osservata..si che è lui, li fermo e impassibile, lo chiamo,ma che fa...scappa? Rita G tende il suo arco: Arduino, fermo lì brutto rospo o ti.....Lui non sa se gettarsi nella fontana o sperare che qualcuna di noi lo baci affinchè si trasformi in un bellissimo Principe!! Arduì...mannaggia a te, quello era un ranocchio non un rospo!! che pazienza ci vuole con questo qua! Ma cosa tiene in mano....Vocabolario della Lingua Italiana..speriamo almeno che lo legga!?!? A questo punto Sandy tira fuori dal suo borsone quel che tutte ci aspettavamo che ci portasse in "dono". Si proprio come fa la Befana, e quale miglior luogo di Piazza Navona dove, il 6 gennaio, tra bancarelle e Befane è meta storica per noi romani. I nostri occhi brillano tra pochette e cestini realizzati con amore e gusto dalle sue manine magiche, non trovo aggettivi per descriverle...qualcuno mi aiuti! Siamo felicissime, sembriamo delle adolescenti (un po sceme) alla loro prima gita scolastica, nonostante il rospo che lamenta il fatto che non sa che farsene di pochette e cestini. Rita G tende il suo arco..il misero china il capo e si acquieta. Ritakikka e Martina hanno terminato degli orecchini. Mo le strozzo!!! Ma...ma...si che sono loro: Nonsolopasticci di Faby e Ricette sfogliate! hanno accettato anche loro il mio invito...quante teglie... quanti vassoi.. ma dai, davvero avete cucinato per noi!?!? corriamo ad aiutarle, Viviana ha gli occhi di fuori: "dove c'è cibo c'è Viviana" (spot della Barilla rielaborato) valido anche per Jenny. Ed allora sapete ora cosa si fa? Prima che Sandy allaghi la piazza, come era usanza fare nell'antica Roma, si va tutte a Villa Borghese (vedi Wikipedia) tovaglie sul prato e che inizi la festa!!!!!
La mia fantasia si ferma qui, ora che sia la vostra a lavorare, ad immaginarci li sedute sul prato.

Si è fatta sera, infilo la giacca, ho voglia di fare due passi, cammino da sola e rido da sola, come quando ridiamo per le str.... che ci scriviamo a volte nei commenti (vedi ieri e ieri l'altro e di sicuro anche domani) è stata una splendida giornata, anche il mio braccio/spalla ringraziano!!!
ALLA   PROSSIMA 

P.S. gli orecchini che hanno realizzato Ritakikka e Martina, erano per me!!!!!


giovedì 1 maggio 2014

Dialogo con il "dolore"

Mi rendo conto della lunghezza del post, ma l'argomento trattato non è mica pizza e fichi! Quindi, se non c'è nulla in tv, mettetevi comodi e leggetemi.

Certamente è un luogo comune affermare che il dolore, prima o poi, ha toccato gli esseri umani in maniera più o meno forte. Ovviamente dato che, non ho potuto fare altrimenti, ha schiaffeggiato anche me noncurante di quanto sia stato invalidante.Non esiste uno strumento per misurarne l'intensità; il dolore è dolore.Ho cercato di evitarlo se, con consapevolezza, a procurarmelo fosse stata una martellata sul dito; ma a volte non son riuscita ad evitare neppure quella.Il dolore,aveva la peculiarità di riprodursi a macchia d'olio se tentavo di condividerlo. La mia necessità di parlarne con gli altri, scaturiva dal tentativo di alleggerirmi di quel peso.Fu un favoloso fallimento! Mi ritrovai invischiata in una rete ( simile ad internet) di sofferenza altrui che si sommava alla mia. Parole che risuonavano nel mio cervello come un elettroshock. " La vita è sofferenza, dobbiamo imparare a conviverci, siamo nelle mani del destino, non è sempre rose e fiori, oggi va bene, domani chissà cosa la sorte o (Dio) ci riserverà". Io, per esempio, e lì giù disgrazie di quell'amico, di quel parente, di quel collega. Per non parlare poi del concetto che siamo venuti al mondo per soffrire, che ci dobbiamo guadagnare la felicità, sempre se ce la meritiamo! Mi fermo qui, la lista è lunga, ma il succo è solo uno: l'essere umano è dolore. Siamo stati indottrinati, fin dall'età della ragione, ad avere una visione distorta della vita. Sicchè dopo una serata fatta di risate, di gioia e di divertimento, quasi ci sentiamo in colpa. Quest'ultima si somma al dolore, a questi due elementi si aggiunge la malattia. Che bel quadro! Ed io, essere pensante,cosa sono? cosa divento? cosa faccio? Sono prigioniera dentro un'armatura che mi immobilizza. Mi schiaccia i polmoni, non respiro, trascino il mio corpo, ho il viso segnato e lo sguardo nel vuoto. Non ho voglia di curare il mio aspetto fisico, fumo e passo dal divano al letto. Non ho voglia di parlare con nessuno, ritengo che nessuno mi possa capire. Nessuno si prende il mio dolore, nessuno può togliermi il dolore! Qualcuno dice: bisogna aspettare con pazienza che passa. Quindi: assoggettarsi al dolore. No! ci deve essere una soluzione. Quando si tocca il fondo, necessariamente, si risale.
Ero da sola ed in silenzio da tanti giorni, il mio cervello continuava ad emettere interrogativi. All'improvviso sentii una pace interiore. Nella mia mente prese forma una "riflessione".
Quando il buon Dio ha distribuito i doni, io ero lì con il mio cesto in mano. Mi ha dato la gioia, l'amore, il sorriso, la parola, la felicita, l'abbondanza, la voce per cantare ed il corpo per danzare e tanto altro ancora. La mia cesta era colma di doni meravigliosi e, senza parlare (Dio) mi fece capire che dovevo usarli tutti e che non erano ad esaurimento scorte. L'uso era illimitato e più li usavo più ne avevo a disposizione! Quando ha distribuito il dolore ero sempre lì con la mia cesta in mano, ma non ho fatto due volte la fila!! ho preso solo la mia razione.Ora perchè stavo utilizzando illimitatamente solo il dolore? Di tutti gli altri doni cosa ne avevo fatto? gettati forse nella spazzatura, dove chi ne aveva carenza era andato a rovistare tenendoli per se. Bene; la mente umana ha bisogno di dare un  volto o una forma a tutto per poterne comprendere la natura, quindi io cercherò di dare una forma a te, dolore!Sentii la necessità di fare meditazione, di connettermi con il mio bambino interiore e ripulire il mio corpo dall'interno; certa che anche questo dono era nella cesta. Con le gambe incrociate in posizione yoga, le mani giunte sul plesso solare, iniziai a respirare e ad ascoltare il mio respiro, pian piano sentii che mi stavo rilassando.
Eccoti!! davanti a me: hai la forma di un vortice, partendo da terra ti muovi come una spirale, un vortice melmoso,scuro, nero come le tenebre, il tuo puzzo rimane nelle narici. La tua è una danza demoniaca e come fa lo tsunami con i pesci, tu risucchi in alto gli uomini per poi farli ricadere a terra; li vedo nel tuo imbuto senza scampo. Sopra di te il cielo è oscurato dal tuo fumo e dal tuo tetro colore. Sento freddo, tu sei il gelo, sei colui che si manifesta portandosi via persone a noi care; lo hai fatto anche con me: Sei la sola ed unica compagnia nella malattia, ed eri con me in sala operatoria. Sento riecheggiare nell'Universo la tua risata inquietante. Ma ora conosco la tua essenza so di cosa ti nutri e mentre continui la tua danza, io ti parlo chiamandoti per nome.
"Dolore, mi vedi? sono io, ti ricordi di me? -ti burli e dici di non ricordare di avermi conosciuto- Ma io si, ti ho conosciuto e ti ringrazio per avermi fatto visita, non ti avevo invitato,ma tu non conosci le buone maniere e sei entrato rompendo la porta. Come dici? hai le chiavi di tutte le serrature!? non essendo gradito, dopo una breve visitina, sei pregato di tornare a casa tua. Come? la tua casa è il cuore di tutti gli uomini!? quindi sei anche senza fissa dimora! Mi apostrofi dicendo che, in alcuni casi l'uomo potrebbe evitarti, ma la sua necessità di sperimentare lo rende stolto e, noncurante della tua natura, ti abbraccia affettuosamente ritenendoti un dono divino. Resto perplessa e questo per un attimo mi fa abbassare la guardia.
Cos'è quel ghigno...vorresti essere mio amico...no "dolore" il nostro dialogo finisce qui! Tu esisti,cammini silenzioso tra di noi, la tua totale assenza temo non sia possibile. Ma vedo uno spiraglio di luce e fa si che io ti veda con altri occhi. Quelli della compassione! La conosci? ha salvato molti uomini sai!? è forte è potente, viene dal cuore ed esce sotto forma di luce. Ora che ho ritrovato la mia cesta, vedo che è li dentro, pronta ad essere utilizzata.
Hai di nuovo aperto la mia porta, e per ben quaranta giorni sono stata in tua compagnia. Li ho contati, anche il diavolo ha tentato Gesù per lo stesso periodo. Coincidenza? ma come tu sai mi hai trovato preparata, ti conosco! la mia forza , il mio sorriso ed il mio amore, hanno vanificato la tua impresa! e chi mi conosce da molto o da poco tempo , ne è testimone insieme a Dio.
Quel che devo fare, dopo questa mia consapevolezza, è di ricordare di ricordarmelo! Tu da parte tua devi ricordare solo questo:
Io non sono e non diventerò mai dolore!
Con compassione
Patrizia


martedì 8 aprile 2014

Sfidarsi con una poesia...

Una bella iniziativa! Sandy Rossi del blog Sandy Sogna e Rita Gerra del blog cosipercasopassavodiqua , mi hanno invitato a partecipare a questa iniziativa. Consiste nel postare una poesia ed invitare altri 5 blog a fare altrettanto. Unica regola dovete postare una poesia nel vostro blog entro 24 ore, il ritardatario mi dovrà regalare un libro.

Questa è la poesia che ho scelto:

:nsiste nel postare

Orme sulla sabbia - Margaret Fishback Powers


Questa notte ho fatto un sogno,
ho sognato che ho camminato sulla sabbia
accompagnato dal Signore
e sullo schermo della notte erano proiettati
tutti i giorni della mia vita. 

Ho guardato indietro e ho visto che
ad ogni giorno della mia vita,
apparivano due orme sulla sabbia:
una mia e una del Signore.

Così sono andato avanti, finché
tutti i miei giorni si esaurirono.

Allora mi fermai guardando indietro,
notando che in certi punti
c'era solo un'orma...
Questi posti coincidevano con i giorni
più difficili della mia vita;
i giorni di maggior angustia,
di maggiore paura e di maggior dolore.

Ho domandato, allora:
"Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me
in tutti i giorni della mia vita,
ed io ho accettato di vivere con te,
perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti
più difficili?".

Ed il Signore rispose:
"Figlio mio, Io ti amo e ti dissi che sarei stato
con te e che non ti avrei lasciato solo
neppure per un attimo:

i giorni in cui tu hai visto solo un'orma
sulla sabbia,
sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio".




Questi sono i blog che intendo taggare
i viaggi di ciopilla di Sabrina Balugania

c'è un grazie x te di Tiziana m.

myrtilla's house di Patricia Moll

la stanza delle sorprese di Jenny dello buono

a cinque non ci arrivo...ed è molto faticoso con una sola mano!!!!









lunedì 10 marzo 2014

Come nasce un ciondolo.

Fra  i tanti componenti swarovsky, che ho nella mia scatola, più volte mi son riguardata lo square che vedete in foto, senza mai avere l'ispirazione.

Desideravo creare qualcosa che fosse frutto della mia fantasia e senza nessuno schema.

Poi un giorno ho pensato di provare ad incastonarlo come di solito si fa con i rivoli, che sono tondi e di svariate misure. Lo square misura 2 cm per lato, quindi non è ne grande ne piccolo, ma non semplice da maneggiare. La difficoltà più grande è stata quella di mettere il giusto numero di perline per ogni lato altriment lo square o non entra, o va largo, nell'incastonatura.
Dopo questo passaggio si passa alla fase "dell'abbellimento" e qui bisogna dare spazio alla fantasia!
Il ciondolo finito si presenta così.

Agli angoli ho messo un bicono swarowsky, nel giro successivo ne ho messi due per ogni angolo formando un piccolo fiocchetto. Per finire ho realizzato un gancio triangolare e l'ho cucito creando così un rombo. 

Ma volevo fare ancora di più. Dato che, dal foro centrale, si poteva intravedere una lavorazione retrostante, ho provato a realizzarla. Questo è il risultato, che devo dire mi piace molto, creando quindi un ciondolo double face.

Purtroppo le foto, come sempre, non rendono la brillantezza e il luccichio degli swarovsky, ma dal vivo è bellissimo!!!!


martedì 4 marzo 2014

Dopo le parole, le rose e i girasoli.

La mia passione per la pittura nasce nel 1995, ma sono sicura che risale a molto tempo prima. Avendo studiato, alle magistrali, storia dell'arte, mi sentivo catturata dalle opere di pittori di vari stile e epoche; anche se il mio preferito era e resterà il Caravaggio.

Per me, studiare questa materia, è stato come fare un viaggio con la fantasia ed entrare nelle botteghe degli artisti. Immaginarli all'opera con pennelli e con le dita....si, si dipinge anche con le dita, vederli miscelare i colori ottenuti triturando svariati materiali che la natura offriva.
Mi perdevo letteralmente tra la pagine e le immagini dei libri, non solo scolastici, le opere raffigurate mi rapivano e, mi rapiscono ancora, fin quasi a sentire quell'odore tipico di varie essenze che vengono usate per diluire le polveri.
Una sensazione che è molto difficile spiegare sulla carta, è più semplice trasferirla su di una tela o su un oggetto.

Mi dicevo: prima o poi lo farò, anche io proverò a dare la mia prima pennellata. E così fu!

Il quadro che vi mostro , che fa bella mostra di se su di una parete a casa mia, è un olio su tela.

Ho trovato, però, la mia strada che è quella della pittura su porcellana, da non confondere con la ceramica, sono due materiali completamente diversi. Anche i colori e le tecniche di pittura sono diverse. Nella porcellana i colori sono polveri che vanno diluite con diversi tipi di medium, a seconda di ciò che si andrà a realizzare si userà il giusto diluente.
Quello che vedete è un esempio delle varie tecniche che utilizzo.

Le mie rose velate.

Questa piastra, come tutte le realizzazioni su porcellana, vengono poi cotte in forni a partire da 720 gradi in poi. Le diverse temperature dipendono dai colori utilizzati, dalle tecniche, o dall'impiego dell'oro. Gli oggetti si possono cuocere più volte, questa l'ho cotta 3 volte.

Un altro mio lavoro è questo:


Qui ci sono rose e girasoli, come sapete la mia passione, ma anche melograno e nocciole. Il tutto fuoriesce da un cestino realizzato tutto in ORO. In foto non rende.....anche il centro del girasole è d'oro ( l'oro per decorazione è in forma liquida, zecchino o brillante e molto costoso)
Se osservate bene il melograno ed alcune foglie sono, appunto, in oro. Non ricordo quante cotture ho fatto, ma di sicuro più di 4.

Non potevo farmi mancare la pittura su legno! questo vassoio l'ho realizzato tanti anni fa, per cui non è proprio perfetto, ma io lo amo tanto.

Con questa immagine vi saluto, mi raccomando leggete tutto e bene (che poi vi interrogo) e vi do appuntamento alla prossima puntata.