mercoledì 26 febbraio 2014

Le parole scritte

C'era una volta....così iniziava la favola scritta nel libricino che Rachele aveva tra le mani. Le era caduto addosso mentre cercava di sfilare, da una pila di libri, una raccolta di aforismi.
In piedi, davanti alla libreria, lo sfogliò pian piano. Aveva quasi dimenticato di possederlo.
Passando la mano, sulla carta ingiallita, cercò il contatto con il passato.
Il giovane viso di sua madre, che leggeva lentamente, le affiorò in un istante. Una leggera macchia, all'angolo destro, le ricordò il segno lasciato dal suo indice, umido di saliva, nel girare la pagina. Gesto che era solita fare con il mignolo in su. 
E quelle pagine erano state girate tante volte!

Senza distogliere lo sguardo, si incamminò verso la poltroncina, che accoglieva e avvolgeva il suo corpo minuto. Aggrottò le sopracciglia al di sopra degli occhiali; fu come se provasse stupore per qualcosa di totalmente sconosciuto. Ma la favola, che terminava con vissero felici e contenti, lei la conosceva e la ricordava.
Andò all'ultima pagina per assicurarsi che il finale fosse rimasto così. Che il tempo, o un dispettoso folletto, non lo avesse modificato. Cercò tra le righe i nomi dei personaggi; erano tutti li al loro posto.
Cenerentola, le sorellastre, la perfida matrigna, la fata e il principe. Le parole scritte restano per sempre, pensò ovviamente Rachele. Aveva letto, da qualche parte, che esse hanno un grande potere. Sono magiche! e se usate male possono essere pericolose.
Chiuse il libro e, tenendo il segno con la mano, la sua mente formulò velocemente una domanda.
Se la favola non fosse stata scritta, ma tramandata verbalmente dai cantastorie, le cose, per Cenerentola & Company, sarebbero andate così?
I cantastorie, già! personaggi poco affidabili! a volte improvvisavano, modificavano eventi, aggiungevano e toglievano personaggi. Così, tanto per suscitare interesse e curiosità, per una storia più volte raccontata. Classifichiamo in questo modo una persona che non ce la "conta" giusta, no?
Per non parlare poi dello spettatore! Tornando a casa avrebbe raccontato, a modo suo, ciò che aveva ascoltato, cambiando sicuramente qualcosa, in base a ciò che aveva recepito.
Oggi a noi sarebbe arrivata, necessariamente, una storia completamente diversa. Magari questa:

Il principe non degnò nemmeno di uno sguardo la bella Cenerentola, bensì si innamorò della perfida matrigna e la sposò. No, non andò così, quella sera a palazzo i principi erano tre; restarono ammaliati dalle brutte sorellastre e ne fecero tre splendide principesse.
La bella Cenerentola sarebbe rimasta a bocca  asciutta.

(Ma no, direte voi, ed io che sto scrivendo, si sa che i Principi, specie se azzurri, sposano sempre le povere e dolcissime Cenerentole!!!)

Il massimo della sfiga sarebbe stato poi, per la fanciulla , di dover rimane a casa a causa di un forte malessere che colpì la fata e, si sa, che quando le fate si ammalano perdono i poteri.
Quindi, niente trasformazione di zucca in carrozza, di topi in cavalli e di vestito cencioso in uno splendido abito.

Ma la favola era stata scritta e con essa il destino dei loro protagonisti. Avevano ubbidito alla penna del loro scrittore, come sudditi devoti al loro Re.
Nessuno sarebbe in grado di dimostrare, oggi, che le cose andarono diversamente, neanche se ne fosse stato spettatore; e le cose andarono proprio così, sigillate nelle parole scritte.
Rachele riaprì il libro come se si fosse svegliata da un sogno, lesse ancora qualche pagina e la sua riflessione reclamò di nuovo attenzione.

L'importanza  delle parole scritte!




  



16 commenti:

  1. Bello! Sì in effetti è la bellezza dei libri! Anche se in alcuni sarebbe forte se si cambiasse il finale, infatti leggendoli a volte ci spero... ahahaha!! :P :D

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    1. Ciao riccioli biondi....infatti il finale scritto non si può cambiare, questo era il senso,quello verbale si! un bacione.

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  2. Sei davvero brava Pa!.. dovresti fare la scrittrice secondo me! ^_^ ...Sarebbe bello poter cambiare il finale di alcune storie.. , ma porcapaletta questo puo' accadere solo nelle fiabe .. riscrivendole pero'! ^.^

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    1. Che bel complimento che mi fai!!! la scrittrice?!?! si mi piacerebbe assai assai.Per ora mi accontento del blog e di persone belle come te che mi vengono a leggere e che capiscono il senso di ciò che scrivo! Un bacio.

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  3. Quanto sei bella ^_^ .. perchè non prendi in considerazione la cosa?.. potresti davvero scrivere un libro secondo me..

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    1. Tanto ma tanto tempo fa, sono arrivata vicino a questa meta. Tu hai percepito...consegnai il mio manoscritto..venni contattata con mio grande stupore qualche mese dopo. Accettarono la pubblicazione, ma ad una condizione! dovevo accettare le modifiche apportate al mio manoscritto per renderlo più "vendibile".
      Ovviamente, dopo essermi incaz..., rifiutai categoricamente. Cambiandolo, oltre a non essere più mio, avrebbero cambiato il senso del romanzo!!! appunto "le parole scritte"

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  4. Beh, hai fatto benissimo a rifiutare.. avrei fatto la stessa cosa. ! sei grande!

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  5. Ciao Patrizia! Hai scrittocose giustissime. Nemmeno il vento può cambiare le parole scritte su carta. E' questo il bello della cosa. L'impossibilità di modificare. Lo so che a volte vorremmo che certi finali fossero diversi, soprattutto nella vita. Magari anche in certi libri ci piacerebbe che l0autore non avesse fatto sparire un personaggio o magari avesse fatto incontrare e cpare quelli che per noi erano anime gemelle.
    L'autore però è il padrone assoluto della sua storia. Può amare, odiare, far morire o resuscitare i suoi personaggi senza che nessuno glielo impedisca. Monarca assoluto delle sue parole e dei suoi protagonisti.
    Se a te la storia piaceva così, se la trovavi giusta hai fatto benissimo a nnon cambiarla. Renderla vendibile poi cosa significa? Renderla commerciale? Snaturare quello che tu volevi dire? No, gazie. Io pure avrei risposto così.
    Ciao carissima. E' un piacere leggerti!

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    1. Che piacere averti qui nel mio blog! leggo con immensa gioia che hai colto "la morale" del mio racconto. Come dicevano i latini "verba volant scripta manent. Grazie per aver lasciato il tuo commento....ciao e a presto.

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  6. Come sempre,conoscendoti, ben scritto. Proprietà di linguaggio molto alta, ma anche pensiero acuto e ben delineato: le due questioni vanno a braccetto!
    La morale e' abbastanza semplice ma resa così è molto ben raccontata, brava!

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    1. Ti ringrazio, i tuoi commenti sono sempre ben graditi.

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  7. Sulla seconda questione: il rapporto con gli editori , non sono d' accordo.
    Per avresti potuto pubblicare. Non sempre la prima è la migliore!
    Magari sarebbe venuto fuori una cosa carina.........
    Oggi saresti potuta essere all' opera su qualcosa più affine ai tuoi temi.

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    1. Una canzone di Michele Zarrillo dice: doveva andare così.....un abbraccio Carlo.....Magno!!

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  8. ... io non so scrivere però colgo una nota di sensibilità e tenerezza nelle tue parole... ma dietro c'è una forza d'animo...da lottatrice... mi piace!

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    1. Non saprai scrivere, ma sai leggere molto bene!!! sensibilità, tenerezza e forza d'animo: tre ingredienti che hai saputo cogliere. Ti ringrazio e mi auguro di averti di nuovo ospite nel mio blog.

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  9. Il significato delle parole è soggettivo, condizionato e convenzionale come la
    relativa interpretazione.

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