giovedì 1 maggio 2014

Dialogo con il "dolore"

Mi rendo conto della lunghezza del post, ma l'argomento trattato non è mica pizza e fichi! Quindi, se non c'è nulla in tv, mettetevi comodi e leggetemi.

Certamente è un luogo comune affermare che il dolore, prima o poi, ha toccato gli esseri umani in maniera più o meno forte. Ovviamente dato che, non ho potuto fare altrimenti, ha schiaffeggiato anche me noncurante di quanto sia stato invalidante.Non esiste uno strumento per misurarne l'intensità; il dolore è dolore.Ho cercato di evitarlo se, con consapevolezza, a procurarmelo fosse stata una martellata sul dito; ma a volte non son riuscita ad evitare neppure quella.Il dolore,aveva la peculiarità di riprodursi a macchia d'olio se tentavo di condividerlo. La mia necessità di parlarne con gli altri, scaturiva dal tentativo di alleggerirmi di quel peso.Fu un favoloso fallimento! Mi ritrovai invischiata in una rete ( simile ad internet) di sofferenza altrui che si sommava alla mia. Parole che risuonavano nel mio cervello come un elettroshock. " La vita è sofferenza, dobbiamo imparare a conviverci, siamo nelle mani del destino, non è sempre rose e fiori, oggi va bene, domani chissà cosa la sorte o (Dio) ci riserverà". Io, per esempio, e lì giù disgrazie di quell'amico, di quel parente, di quel collega. Per non parlare poi del concetto che siamo venuti al mondo per soffrire, che ci dobbiamo guadagnare la felicità, sempre se ce la meritiamo! Mi fermo qui, la lista è lunga, ma il succo è solo uno: l'essere umano è dolore. Siamo stati indottrinati, fin dall'età della ragione, ad avere una visione distorta della vita. Sicchè dopo una serata fatta di risate, di gioia e di divertimento, quasi ci sentiamo in colpa. Quest'ultima si somma al dolore, a questi due elementi si aggiunge la malattia. Che bel quadro! Ed io, essere pensante,cosa sono? cosa divento? cosa faccio? Sono prigioniera dentro un'armatura che mi immobilizza. Mi schiaccia i polmoni, non respiro, trascino il mio corpo, ho il viso segnato e lo sguardo nel vuoto. Non ho voglia di curare il mio aspetto fisico, fumo e passo dal divano al letto. Non ho voglia di parlare con nessuno, ritengo che nessuno mi possa capire. Nessuno si prende il mio dolore, nessuno può togliermi il dolore! Qualcuno dice: bisogna aspettare con pazienza che passa. Quindi: assoggettarsi al dolore. No! ci deve essere una soluzione. Quando si tocca il fondo, necessariamente, si risale.
Ero da sola ed in silenzio da tanti giorni, il mio cervello continuava ad emettere interrogativi. All'improvviso sentii una pace interiore. Nella mia mente prese forma una "riflessione".
Quando il buon Dio ha distribuito i doni, io ero lì con il mio cesto in mano. Mi ha dato la gioia, l'amore, il sorriso, la parola, la felicita, l'abbondanza, la voce per cantare ed il corpo per danzare e tanto altro ancora. La mia cesta era colma di doni meravigliosi e, senza parlare (Dio) mi fece capire che dovevo usarli tutti e che non erano ad esaurimento scorte. L'uso era illimitato e più li usavo più ne avevo a disposizione! Quando ha distribuito il dolore ero sempre lì con la mia cesta in mano, ma non ho fatto due volte la fila!! ho preso solo la mia razione.Ora perchè stavo utilizzando illimitatamente solo il dolore? Di tutti gli altri doni cosa ne avevo fatto? gettati forse nella spazzatura, dove chi ne aveva carenza era andato a rovistare tenendoli per se. Bene; la mente umana ha bisogno di dare un  volto o una forma a tutto per poterne comprendere la natura, quindi io cercherò di dare una forma a te, dolore!Sentii la necessità di fare meditazione, di connettermi con il mio bambino interiore e ripulire il mio corpo dall'interno; certa che anche questo dono era nella cesta. Con le gambe incrociate in posizione yoga, le mani giunte sul plesso solare, iniziai a respirare e ad ascoltare il mio respiro, pian piano sentii che mi stavo rilassando.
Eccoti!! davanti a me: hai la forma di un vortice, partendo da terra ti muovi come una spirale, un vortice melmoso,scuro, nero come le tenebre, il tuo puzzo rimane nelle narici. La tua è una danza demoniaca e come fa lo tsunami con i pesci, tu risucchi in alto gli uomini per poi farli ricadere a terra; li vedo nel tuo imbuto senza scampo. Sopra di te il cielo è oscurato dal tuo fumo e dal tuo tetro colore. Sento freddo, tu sei il gelo, sei colui che si manifesta portandosi via persone a noi care; lo hai fatto anche con me: Sei la sola ed unica compagnia nella malattia, ed eri con me in sala operatoria. Sento riecheggiare nell'Universo la tua risata inquietante. Ma ora conosco la tua essenza so di cosa ti nutri e mentre continui la tua danza, io ti parlo chiamandoti per nome.
"Dolore, mi vedi? sono io, ti ricordi di me? -ti burli e dici di non ricordare di avermi conosciuto- Ma io si, ti ho conosciuto e ti ringrazio per avermi fatto visita, non ti avevo invitato,ma tu non conosci le buone maniere e sei entrato rompendo la porta. Come dici? hai le chiavi di tutte le serrature!? non essendo gradito, dopo una breve visitina, sei pregato di tornare a casa tua. Come? la tua casa è il cuore di tutti gli uomini!? quindi sei anche senza fissa dimora! Mi apostrofi dicendo che, in alcuni casi l'uomo potrebbe evitarti, ma la sua necessità di sperimentare lo rende stolto e, noncurante della tua natura, ti abbraccia affettuosamente ritenendoti un dono divino. Resto perplessa e questo per un attimo mi fa abbassare la guardia.
Cos'è quel ghigno...vorresti essere mio amico...no "dolore" il nostro dialogo finisce qui! Tu esisti,cammini silenzioso tra di noi, la tua totale assenza temo non sia possibile. Ma vedo uno spiraglio di luce e fa si che io ti veda con altri occhi. Quelli della compassione! La conosci? ha salvato molti uomini sai!? è forte è potente, viene dal cuore ed esce sotto forma di luce. Ora che ho ritrovato la mia cesta, vedo che è li dentro, pronta ad essere utilizzata.
Hai di nuovo aperto la mia porta, e per ben quaranta giorni sono stata in tua compagnia. Li ho contati, anche il diavolo ha tentato Gesù per lo stesso periodo. Coincidenza? ma come tu sai mi hai trovato preparata, ti conosco! la mia forza , il mio sorriso ed il mio amore, hanno vanificato la tua impresa! e chi mi conosce da molto o da poco tempo , ne è testimone insieme a Dio.
Quel che devo fare, dopo questa mia consapevolezza, è di ricordare di ricordarmelo! Tu da parte tua devi ricordare solo questo:
Io non sono e non diventerò mai dolore!
Con compassione
Patrizia


51 commenti:

  1. Ho l'abitudini di scrivere con la penna, che adoro, questo post l'ho scritto con penna speciale. Un regalo che arriva da Lugano, una bellissima penna che Ritakikka mi ha spedito con l'augurio di tornare a scrivere presto. Eccoti accontentata!!

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  2. Ma io Ti Amo ...cara la mia Guerriera ...mò ti chiamo: Penna Compassonevole che colora di Gioia i suoi giorni ...un Nome da Guerriera che rispecchi la cultura dei Nativi Americani ♡ ! Wado (= in Lingua Cherokee [si pronuncia UADÒ con la o accentuata ed un po allungata] significa: Grazie) mia piccola grande squawh !

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    1. E...Grazie! le Guerriere a volte perdono, lungi da me dichiararmi vincitrice sul podio, ma di questa mia impresa mi ritengo soddisfatta!!
      Conosco poco dei Nativi d'America, però ho 2 o 3 cd di musica che ascolto volentieri....un abbraccio.

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  3. Un post veramente toccante, cara Patrizia.
    Mi sono ritrovata pienamente nella tua esperienza e solo l'Amore e la compassione mi hanno "ributtato" nel mondo.
    Grazie di cuore e dì una bella preghiera per Fabiana (io ti ricorderò nelle mie!)
    Un abbraccio Maria di Africreativa

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    1. Trovo necessario "ributtarsi" nel mondo, anzi è un nostro dovere!!!
      per Fabiana lo farò stasera stessa....
      ricambio il tuo abbraccio.

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  4. Ciao, ci conosciamo solo virtualmente, ma preferisco commentare anonimo. Mi chiedo come hai fatto, se la tua è una storia vera, a cambiare così. Io sono piena di dolore e non riesco ad uscire da questo stato. Dove sbaglio non lo so, mi puoi dire qualcosa in più per poter arrivare come te ad avere pace.Sai ti invidio un pò io non ci riuscirò mai,il destino ce la ha con me. Ciao

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    1. Ciao, la mia storia è verissima. Non mi ritengo un "maestro" per cui non posso dire di più! ma se parti dal presupposto che il destino ce l'ha con te, ti dico che sei su una strada sbagliata.Rileggi il mio post, ti è sfuggito qualcosa, siamo esseri pensanti, non sono più brava degli altri!! ho sperimentato sulla mia pelle!!! ricordi la mia cesta? bene, cercala, dove l'hai messa? sono sicura che, pur avendola davanti non la vedi, ma c'è, ce l'hai anche tu! Sai la fila era obbligatoria! ti giunga il mio più sincero abbraccio.

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  5. Ciao donzella! Innanzitutto sono davvero felice che tu abbia riscritto qui (altro successo palese che si affianca a molti silenziosi ma importanti). Quindi appena ho visto la tua notifica, cioè ora (tempo assassino che manca delle volte!) sono corsa e sinceramente, malgrado le tue paure, il post non mi è sembrato affatto lungo, anzi... mi hai fatta viaggiare con la mente in una dimensione parallela, immaginandomi concretamente nella sostanza tutto il dialogo col Dolore. Poi mi sono "svegliata" appena letto il tuo nome. Sai che con te "parlerei" per ore ormai, hai un mondo infinito dentro ed è sempre prezioso per me quando ne condividi un po'.
    Hai ragione cmq... mi riporti alla mente una cosa che ho sempre pensato: il dolore e la risata fanno parte della stessa medaglia, entrambi sono contagiosi.
    Entrambi ti catturano nel loro vortice e vorrebbero non lasciarti mai andare via. Ma da entrambe è bene distaccarsi... altrimenti si rischia di vivere a metà senza conoscere l'altra faccia della medaglia.
    E' bene quindi, conoscere anche il dolore nella vita (che sia fisico o psicologico), ma solo per potersi riscoprire più forte e magari riconoscerlo, evitarlo o liberarsi in seguito. Anche se alcune facce del dolore sono davvero difficili da accettare, anche io ho potuto cogliere in te la forza, il sorriso e l'amore che hanno vanificato il dolore... e che sicuramente han reso più belle le cose che hai. Anche il dolore può portare qualcosa di buono col senno di poi, se sappiamo sconfiggerlo.
    Grazie per questa tua testimonianza di fede e compassione... di VITA! Mi hai donato un piccolo ma importante momento di riflessione che spero potrà servirmi sempre più nella vita di tutti i giorni. Uno strabacio donzella... buona giornata! ^_^

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    1. Marò...e dove mi metto le mani io adesso per risponderti? ti giuro che quando ti leggo riesco quasi a vederti!! lì sulla tastiera...le tue dita scorrono velocemente! sintesi? parola obsoleta per te! bando ai "convenevoli". Interessante quel che ti è arrivato e che ognuno di noi recepisce dal ciò che gli altri scrivono ed esternano.Anche i post fanno "viaggiare" - e meno male- Tutto ha motivo di essere conosciuto, è necessario, ci serve per vivere nel miglior modo possibile.Dolore e gioia, stessa medaglia,ma due facce, resta solo di scegliere quale vuoi guardare e vivere!
      nell'abbracciarti forte e consapevole di non aver risposto punto a punto, ti auguro buona resata!

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    2. La tua risposta ad ogni mio punto l'hai data sin dal principio: la tua testimonianza che il dolore può essere controllato, circoscritto, sopraffatto.
      E poi il fatto che riesci quasi a vedermi scrivere sulla tastiera (come se non ci fosse un domani giuro! -.-') mi riempie di risposte... ho sempre avuto difficoltà nella vita ad esternare qualcosa di me, a raccontarmi o cmq a far conoscere qualcosa del mio essere interiore e se tu riesci ad immaginare perfino la mia mimica facciale è solo opera e bravura tua... io sono una frana a farmi capire, ma ciò immeritatamente mi riempie di gioia. Sei un bel dono per la mia anima!

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    3. Tutti esterniamo ciò che siamo, ma se ci si limita a vedere il colore degli occhi, il vestito, se il colore dei capelli è naturale o tinto..ecc...si guarda soltanto,ma non si vede. Io attingo all'immaginazione che può confermare o smentire, ma ci provo, e se conferma ok, se smentisce ok lo stesso.
      Confermo (ciò le prove) il dolore può essere controllato ed altro...come tutte le emozioni.
      Fortunata la tua anima che riceve dei doni!!!

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    4. Sacrosante parole... a volte ci fermiamo all'apparenza, paurosi di andare più in là nel confrontarci con gli altri.... e tante altre volte, manco badiamo più all'apparenza, stanchi anche di quella. Tutto questo è l'inizio dell'apatia, del nulla!
      Grazie per aver scelto di basare la tua vita sull'ascoltare e non sul sentire.... e sul vedere che intendi tu. Ci provo anche io tutti i santi giorni.... e si mi sento fortunata! Uno smack grandissimo... l'ennesimo ahahahh Ti avrò fatto venire lo schifio ormai :P
      Ps. Scusa se non avevo notato la tua risposta... di solito passo sempre a curiosare se vi sono nuovi commenti, perché mi fa piacere tantissimo *.*

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  6. Cara Patrizia ,non immagini che piacere mi ha fatto toccare questo argomento delicato e scritto con la penna che ti ho donato!!Purtroppo prima o poi in una maniera o l' altra ci passiamo tutti!!Cè il dolore fisico come dici tu bisogna imparare a gestirlo al meglio,ma quando la soglia è davvero alta non riusciamo più a controllarlo e purtroppo prende il sopravento e anche tutte le buone parole ...sono davvero invane perchè lui non le sente e se ne frega!!

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  7. ......Lo dico io questa esperienza l hó vissuta con una persona a mè cara mio padre,che in due mesi se nè andato divorato da quel brutto male che non vorremmo mai nominare ..e dal dolore che ha dovuto subire !!Non ha toccato mè di prima persona ,ma è come se l' avesse fatto perchê oltre vedere tanta sofferenza della persona a tè cara,cè il dolore che resta dentro di tè..sai è come una ferita che anche se cicatrizzata rimane indelebile il segno!!Ma come dici tu ..andare sempre avanti e la vita è fatta di "Gioie e Dolori"

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  8. Grazie ancora di cuore per avere condiviso questo post ....RitaK

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    1. Grazie, per il tuo commento, lo stavo aspettando sai? il messaggio che volevo arrivasse lo ribadisco ora.Noi siamo in grado di controllare il dolore e far si che non abbia il sopravvento! Lui se ne frega, è la sua natura è quel che deve essere, ma noi non siamo dolore, non possiamo comportarci come lui!! abbiamo tante armi in mano, che a lui non piacciono, utilizziamole!!! non subire il dolore, mia dolcissima amica, tienigli testa e non permettergli di sciupare il tuo volto!! affrontalo con dignità, se vuoi scherniscilo! il dolore ha un solo volto, che sia vissuto in prima persona o rivolto allo sofferenza altrui!
      Sono io che ringrazio te, perchè la tua PENNA, scivolava sulla carta con la padronanza di chi sa che sta facendo una cosa giusta. Era felice di scrivere,di condividere la mia esperienza, anche con te: e se solo una parola di quello che scritto possa arrivare al cuore, si ritiene lusingata!!
      Grazie ancora per essere qui e del tuo meraviglioso dono.

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    2. Di cosa amica mia? di avermi regalato il tuo tempo il tuo commento e la penna??? sono io che ti dico GRAZIE!!!

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  9. Bellissimo post e soprattutto grande forza d'animo e coraggio.... Volgarmente si direbbe in un'altra maniera ma tanto ci siano capite.
    Hai ragione! Il dolore va affrontato, ognuno come può, con le sue forze e le sue capacità. Non deve mai diventare nostro padrone. Bisogna rendergli la vita difficile. Col sorriso, la voglia di fare.... di dire.... Magari si cede n ppo' nel momento in cui questo dolore è insopportabile ma poi appena si calma bisogna riprendere in mano la situazione e ritornare a dirgli la nostra.
    Le esperienze altrui... lo so! Tanti ne parlano come se a loro fosse successoben di peggio... ascoltiamoli se non possimao farne a meno e poi dimentichiamocene Ognuno è diverso dall'altro in tutti i sensi.
    E con questo chiudo e vado a preparar da cena, Un bacione e un grande bentornata
    Patricia

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    1. Ma grazie cara, ho ancora tanto su cui lavorare e ne vado fiera. Soprattutto del fatto che, a differenza di tanti anni fa quando ero quel che ero, per cui affondare nel dolore altrui peggiorava le cose...come scritto; oggi, che sono diversa ho la facoltà di asserire questo.
      Sono in grado di ascoltare le esperienze altrui, decido se farlo o no, ho imparato a dire di no nella vita!!! Ma se decido di ascoltare il prossimo, lo faccio consapevolmente , ma non mi sento di dimenticarmelo!!! è questa la compassione!! me ne parli e ti ascolto,la differenza sta nel fatto che non divento il tuo dolore!!! cosa che gli altri volevano che io facessi, per comunione, l'unione fa la forza...ma nel dolore l'unione da dolore.Il mio è stato un cammino, non posso biasimare se altri non hanno percorso la mia stessa strada. Ora sono in grado di ascoltare, prima no!! è questa la differenza!
      Buona cena, grazie per il bentornata e alla prossima.

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    2. Patrizia, quando parlavo di ascoltare e dimenticarsene parlavo di quelle confidenze gratuite di persone che nemmeno conosci. Le incontri in una sala d'attesa di opedale e ti raccontano che a loro.... ma tu ne hai già per conto tuo e sai che quelle persone che non conosci non le vedrai nemmeno più. Le ascolti perchè loro parlano ma poi quando sei fuori, i tuoi pensieri prendono il sopravvento. Non intendevo dire di essere scostante. Solo di non lasciarsi coinvolgere più di tanto, di non immedesimarsi da provare tu stesso il loro dolore. Ognuno ha il suo.
      Io sono disponibile ad ascoltare ma anch'io ho imparato a dire dei no. Quando ne va della mia salute....
      Ciao cara. Buona serata

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    3. Si capita anche questo...hanno tentato di farlo proprio quando ero in ospedale. Il virus veniva da una volontaria, la quale dopo avermi chiesto cosa mi era accaduto, ha iniziato il suo "rosario" di disgrazie altrui. Credimi che dico il vero, con il braccio dolorante ho iniziato a cantare e a ballare sulla musica del film Il Ciclone....non puoi immaginare le risate delle altre ammalate e di qualche parente!!!! e no!! Troisi nel sul film al "ricordati che devi morire" rispose ironicamente e vabbè mo me lo scrivo! La mia risposta è stata un voler aggiungere un ulteriore elemento al mio percorso!
      A risentirci...

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    4. Sarà che a volte si sente il bisogno di parlare, di sfogarsi come se nel raccontare agli altri le proprie disgrazie il dolore si calmasse un po', ma d persone così ce ne sono tante. In diciotto anni di day hospital oncologico ne ho conosciute parecchie.. io cantare sarà meglio che non lo faccia.... :)))).... ma rivolgermi ad altrre persone, infermiere comprese, chiedendo magari pane e salame e un bicchiere di birra mentre facevo la chemio, sì... da lì, botta e risposta scherzosa con l'infermiera di turno e il virus come lo hai chiamato tu, magari taceva...
      In fondo, si chiama legge della sopravvivenza. Se siamoin un ospedale stiam tutti male, chi più chi meno. CErchiamo di pensare ad altro. Aiuta, se ci riusciamo!
      Ciao!

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  10. Che bello questo post, pieno di sentimento, di coraggio e di forza interiore.
    Inutile dire che mi ritrovo moltissimo in ciò che hai scritto... mi è piaciuto moltissimo la raffigurazione del cesto e dei doni... in effetti per me dolore, associato a disperazione è stato un dono prezioso, il dono che mi ha fatto aprire gli occhi, che ha dato modo a Dio di entrare in me e farmi rinascere. Ora ciò che fa predominare in me è la gioia, e come te: io non sono e non diventerò mai dolore! :D e come sarebbe bello se tutti trasmettessero questi valori che hai scritto, si rivolterebbe il condizionamento, si trasmetterebbero l'amore e la gioia... e ci sarebbe un mondo diverso.
    Grazie!!
    e un forte fortissimo abbraccione col cuore! ♥

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    1. Eccola!!! e ti pareva che alla parolina Dio tu non fossi pronta qui a rispondere.Riguardo al cesto ed ai doni, risposi così al termine di una cena,non ti sto a spiegare l'antefatto, ma ...non ho fatto due volte la fila...ha fatto si che rimanessero con il cucchiaino del dolce alzato!!! il messaggio che vorrei arrivasse è che con l'amore il sorriso ed anche l'ironia si possono cambiare molte cose.
      Grazie a te, per la tua visita e per aver lasciato la tua traccia.
      Buona notte.....

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    2. Certo! dove c'è Dio io corro! :D e tu hai il Signore... e non mi perderei mai un tuo post ;D
      Ci credo che sono rimasti "basiti"...
      Concordo! L'amore e il sorriso non solo fanno la differenza, ma cambiano di parecchio le cose, portare questo ad es. a una persona che sta male, o è giù, può fare la differenza e può attivare una catena di gioia e soprattutto di speranza:D
      un superbacione!! e grazie a te! ♥

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  11. Grande Pat. Non so molto di te, quel poco che so l'ho intuito da qualche post. Spero ti arrivi il mio abbraccio.... le tue parole toccano il cuore e l'anima. <3

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    1. Ciao Laura, mi fa piacere che le mie parole ti abbiano toccato..abbraccio arrivato e ricambiato.
      Grazie per essere passata di qui.

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  12. "Quando Dio ha distribuito il dolore non ho fatto la fila due volte" Questa frase mi ha colpita molto quando l'hai pronunciata tempo fa al telefono parlando con me... e te lo dissi..anche se analizzandola adesso, penso che Dio non avesse nessuna intenzione di "regalarcelo" ma purtroppo c'è, esiste, ed è radicato fortemente in tutto il mondo e la "colpa" è solo nostra..Riuscire a gestirlo è ovviamente individuale,ognuno cerca di esorcizzarlo come puo' o di incanalarlo in qualcosa che possa alleviarlo, dico alleviarlo, perchè lui è sempre li, in sordina pronto a riaffiorare in qualsiasi momento,Chi ha conosciuto il dolore, non lo dimentica, rimane in incubazione nel cuore e ogni tanto riaffiora nei ricordi ,fa meno male , forse..ma non si dimentica..
    Le persone che riescono in qualche modo a "rinascere" Come te Pa e come tante altre che ci sono riuscite, diventano per forza di cose, guerrieri forti, determinati e combattivi .Questo è cio' che sei ora,e sono felice che tu ce l'abbia fatta.! bacio immenso ^_^

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    1. Benvenuta....hai ragione nel dire che ognuno di noi ha il suo modo per esorcizzare il dolore! qualunque esso sia è giusto, l'importante è farlo, non lasciarsi sopraffare. Reagire al suo intento di imprigionarci e renderci infelici. Non sono un'eletta, come ho detto non l'ho sconfitto del tutto, ma si può cambiare, come ho fatto, il modo di vederlo!già questo ci fa tirare un sospiro di sollievo, ricordiamo sempre la cesta e i doni.Ti abbraccio con tanto affetto...a presto, amica mia!

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  13. Ciao Patrizia...sono arrivata grazie al tuo passaggio nel mio blog e devo dire che ne sono davvero molto contenta...ho letto il tuo post tutto d'un fiato e mi ritrovo in tutto quello che hai scritto...sai circa 8 anni fa il mio papà è venuto a mancare e per due anni ho vissuto un dolore lancinante che mi straziava il cuore, troppo forte che facevo fatica pure io a credere che un giorno mi sarei ripresa..non che ora è passato sia chiaro..ma tutta questa sofferenza mi ha reso piu' forte , mi ha fatto crescere e mi ha fatto capire che la vita è anche questa..è un dolore troppo grande che io ho cercato di " schiaffeggiare " circondandomi da persone positive e non da quelle che invece di tirarmi su mi mettevano ancora piu' tristezza e maliconia...oggi con il senno di poi ti posso dire non di aver superato del tutto questo dolore ma che si è di gran lunga affievolito..continuerò a seguirti con molto piacere perchè con questo post mi hai trasmesso tantissima energia positiva..un abbraccio Manu!!!

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    1. Benvenuta Manu e piacere di conoscerti.Già..ne ha mietute di vittime, il mio vuole essere solo un messaggio e se arriva son felice. Dato che il dolore esiste, ho cercato di anestetizzarlo il più possibile e con i mezzi a mia disposizione. Quel che ho scritto è vero, è la mia esperienza quel che mi è realmente accaduto.Condivido nel circondarti di persone positive,fanno bene all'anima e massaggiano il cuore come una bella e sana risata!!!
      Alla prossima...con un altro argomento...meno doloroso!
      Pat

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  14. Patrizia ci conosciamo da poco tempo e questo mondo che è la rete spesso fa vedere cose inesistenti dietro ai monitor freddi che ci troviamo davanti ma ho letto tutto d'un fiato questo tuo ultimo messaggio, che avrà messo del tempo ad arrivare ma quando è giunto è stato bellissimo da leggere perchè lo hai condiviso con noi e con noi hai condiviso un tuo stato d'animo che ne farò tesoro al mio prossimo e inevitabile dolore

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    1. Sabrina cara, sono compiaciuta che lo hai letto, anche le persone più conosciute, a volte sono sconosciute. Se ti è arrivato il mio messaggio e ti piaciuto, tienilo nel tuoi io profondo, Mi auguro però, che tu non lo debba utilizzare auspicandomi che non ci sia un tuo prossimo dolore.
      Pat

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  16. Questo post mi lascia senza parole...sai comprendo ogni riga che hai scritto?! conosco bene quel viaggio dentro se stessi che si fa per parlare con il "dolore"che non è solo fisico, so bene dopo averlo affrontato la stanchezza che si sente. Molti mi dico "vabbè ma hai solo 30 anni che cosa mai ne puoi sapere"!!il dolore non ha età, non ha tempo...l'ho superato quando ho capito che dovevo guardarlo negli occhi, dargli un volto e soprattutto non lasciargli campo libero!! avrei molto da scrivere ma...dal cuore però ti do un abbraccio immenso ^_____^

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    1. Ciao Mile, mi fa molto piacere quello che hai scritto. Ci si sente dire che non è facile....ma se si vuole uscire da un tunnel, il sistema si trova! lascia stare i "molti" e guarda ai pochi sempre con il sorriso e la gioia. Ridiamo, ridiamo...anche in sua presenza, e che ci prendano pure per pazzi. Meglio esser pazzi così che nel dolore.
      alla prossima.
      Pat

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  17. PS: dimenticavo ti seguo anche io con immenso piacere...è stata una gioia leggere il tuo blog

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    1. Ciao Patricia,oggi ho fatto il controllo. dal punto di vista chirurgico è tutto ok. Lo scoglio più grande sarà la riabilitazione...ci vorranno 6 mesi per poter alzare braccio, roteazione e prendere pesi...la ripresa totale tra 1 anno!!! che bel lavoro che mi aspetta!!!!
      Ma nel frattempo lavorerò sodo insieme alla fisioterapista, senza piangermi, OVVIAMENTE, addosso.
      Mi hanno tolto il tutore ed è già una grande cosa...
      Grazie per avermi pensato, ti abbraccio..
      Pat

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  19. concordo con Mile, il dolore non ha età, e con altre parole non lo si poteva descrivere..il tuo post è molto delicato e molto forte ... quando leggo questi post così personali così pieni di coraggio mi vien voglia di abbracciarvi nella realtà!

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    1. Grazie Tiziana per il tuo commento e per i complimenti. abbraccia, abbraccia...arriva lo stesso.

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  20. Patriiii finalmente ho avuto un attimo di tempo tutto mio e sono riuscita a leggere per intero il post, mamma sei una guerriera in tutti gli effetti..
    Il dolore purtroppo lo conosciamo tutti, chi più chi meno, è vero se ti metti a raccontare qualche esperienza dolorosa con qualcuno il più delle volte finisci con vedere il dolore ovunque..
    Ognuno di noi, soffrè o ha sofferto in passato, io sono dell'idea che il dolore sia una parte di noi, ma non una parte predominante, perchè la vita è talmente imprevedibile, che viverla nel dolore è una cosa assurda..
    Spero sempre nel futuro e sorrido sempre alla vita. anche nei momenti in cui sorridere è l'ultima cosa che voglio fare... ^_^
    baciuzzo amica mia.. non arrenderti mai..

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  21. Se non conosci prima il dolore e la pena non puoi apprezzare sino in fondo la gioia e l'allegria. Banale? Probabilmente. Ma non bisogna aver scrupolo di affondare nel banale perché costituisce il 99% della ns. vita. E comunque quel che per un esterno può sembrare banale, a chi lo vive significa un mondo. Complimenti per il blog. Sull' avvicendarsi degli accadimenti nelle ns. vite e sul cercare risposte, ti invito a leggere se vuoi un paio di cose qui sotto...

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    1. Non è banale, per me ha significato crescere e non autocommiserarmi. Qui uso il termine compassione nel suo significato riconducibile all'insegnamento del Buddha, anche se io sono di religione cristiana......Grazie per i complimenti.

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  22. I libri di Brian Weiss; un testo sul buddismo di Nishiren Daishonin che ti lascia senza fiato: "The buddha in daily lire" di R. Causton e si trova solo in inglese (Amazon.co.uk) e poi i libri sulla legge dell'attrazione. Se ne trovano tanti, ad iniziare da The Secret passando per quelli bellissimi di Joe Vitale. Scusa la prolissità e di nuovo complimenti! ;) V.

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    1. Le coincidenze della vita...Ho letto "Molte vite un solo amore" di Weiss circa 18 anni fa.Poi ho cercato altre risposte, mi sono imbattuta in libri e letture che mi hanno dato modo di esprimere la mia personalità.Di vivere la mia vita e non quella che gli altri volevano farmi vivere. Ho letto molto e continua a farlo, The Secret è un libro tanto per iniziare, l'ho letto, ed anche The key e Punto Zero di Vitale. In assoluto è Gregg Braden il mio preferito. Aggiungo anche l'eclettico Jodorowsky che con "I vangeli per guarire"mi ha illuminato. Igor Sibaldi, Fabio Marchesi...mi fermo qui, la lista sarebbe molto lunga. Riferendomi alle coincidenza non può mancare La profezia di Celestino.
      Ecco perchè mi ha incuriosito il tuo post!!
      Alla prossima
      Pat

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  23. Conosco il dolore, il dolore che domina a tal punto di paralizzare tutto il tuo corpo, e poter interagire solo col battito delle ciglia, non avere sollievo notte e giorno nemmeno dai medicinali, perché non ce cura che ti dia respiro. È solo la speranza che ti aiuta a pensare, si avvicina il giorno che se ne andrà.

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    1. Grazie per il tuo commento. Il dolore è entrato nella vita di tante persone, se non tutte. Ed è per questo che gli ho parlato, per dirgli che se ha paralizzato il mio corpo, non paralizzerà il mio desiderio di sconfiggerlo!
      Pat

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  24. carissima Patrizia , sempre bello rileggere il dialogo che hai scritto tempo fa sul dolore e la tua esperienza con esso !!Purtroppo come dici tu tutti prima o poi ci passano la cosa importante è cercare di combatterlo e sconfiggerlo con tutte le nostre forze ... anche se non sempre evidente !!!cara amica mia ti saluto dicendoti soltanto 3 parole grazie di cuore !!!....Rita

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    1. Grazie per aver di nuovo letto il mio post e per aver lasciato il tuo commento.
      Io però direi che più che combatterlo (il mostro-dolore) andrebbe accompagnato alla porta con un sorriso, la determinazione, prendendolo sotto braccio come fosse un amico. Dico "come se", poi farlo uscire dalla porta ricordandoci di lui, ma mai diventare lui!!!
      Grazie a te per avermi fatto dono della tua amicizia.
      Pat.

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